Bioenergetica2018-09-27T18:56:09+00:00
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Bioenergetica

corso di bioenergetica

Classe di esercizi di Bioenergetica
( A cura del dott. Biavati Luca)

Accanto alle terapie individuali e di gruppo, la bioenergetica ha messo a punto un altro strumento chiamato classi di esercizi.
Le classi sono gruppi di persone che, con la presenza di un conduttore, eseguono specifici esercizi volti a sciogliere tensioni e blocchi muscolari nelle diverse aree del corpo. Quando con gli esercizi il corpo si libera dalle tensioni, l’energia intrappolata nei muscoli contratti riprende a circolare, e le persone possono rientrare in contatto con le parti di sé che si erano chiuse alla percezione. La classe di esercizi pur non essendo un lavoro psicoterapeutico è, comunque, ritenuta uno strumento terapeutico di grande efficacia, in modo particolare per ricostruire o rinforzare il senso di identità dell’io.
Per identità intendo l’essere centrati su se stessi, accettare il proprio modo di essere, percepire i propri confini e sentirsi inseriti nella realtà che ci circonda.
Questo presuppone una buona strutturazione dell’io in cui ogni parte trovi integrazione nel tutto che costituisce l’individuo. Se osserviamo un corpo adulto, ne possiamo leggere la storia personale e cogliere che tipo di difese ha dovuto impiegare fin da bambino per negare certi sentimenti, in che modo ha irrigidito i muscoli modellando così la propria struttura corporea, allontanandosi dalla percezione del proprio corpo e delle proprie emozioni più genuine.
Impedirsi di piangere, di urlare, di arrabbiarsi, di dire ‘NO’ significa non solo bloccare il movimento espressivo del sentimento, ma determinare anche un allontanamento da esso, dal sentire le emozioni, dal percepire il corpo: un buco nell’identità.
La struttura del corpo rappresenta la mappa formata dai blocchi energetici: tensioni muscolari croniche nelle quali viene trattenuta l’energia dell’emozione negata.
La mappa indica il tracciato dei buchi di identità: sono parti bloccate, insensibili, con ridotta vitalità, più fredde e spesso adipose, in cui il ridotto apporto energetico corrisponde fisiologicamente ai cosiddetti organi ‘a rischio’, soggetti a possibili disfunzioni viscerali e circolatorie.
Per capire, a livbionergeticaferrara_1ello di identità, come si formino tali buchi illustro graficamente il concetto dell’IO-TOTALE come integrazione dei tre aspetti costitutivi CORPO-EMOZIONE-PENSIERO.

Parliamo allora di IDENTITÀ DELL’IO costituita dalla IDENTITÀ CORPOREA, dalla IDENTITÀ EMOZIONALE e dalla IDENTITÀ RAZIONALE (fig. 1).

L’ottimale integrazione di questi tre aspetti è caratterizzata dalla circolarità, dall’interazione e dallo scambio fluido e continuo di energia.
La persona sente ed esprime se stessa in accordo con la valutazione mentale della situazione reale.
Qualora invece il passaggio alle emozioni ed alla percezione corporea è impedito o ridotto dalle difese emotive, corrispondenti ai blocchi muscolari, il risultato è la preferenza per l’IDENTITA’ RAZIONALE e la conseguente proiezione dell’IO in una IMMAGINE al di fuori della propria realtà e costruita sulla base degli ‘ideali dell’io’ e delle ‘illusioni dell’io’ tipiche di ogni struttura caratteriale (fig. 2).

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La terapia analitico-bioenergetica scopre e individua l’immagine narcisistica di sé ed interviene affinchè venga abbandonata in favore di una re-integrazione dell’io nei suoi aspetti più reali.
Viene privilegiato l’aspetto corporeo come canale per arrivare all’antica originaria emozione, in modo da poterla recuperare e restituirla al sé.
Tale processo terapeutico è spesso reso possibile dal passaggio al vissuto regressivo, evocato proprio da determinati esercizi corporei che consentono di vivere nel ‘qui e ora’ il sentimento antico, che viene successivamente elaborato analiticamente.
Anche il lavoro bioenergetico della classe di esercizi prevede un grosso investimento corporeo, ma l’intensità degli esercizi viene mantenuta ad un livello meno profondo e manca totalmente il momento dell’integrazione analitica con il terapeuta.
Tuttavia si assiste spesso a situazioni in cui soltanto approfondendo la respirazione o attivando una zona del corpo ‘dimenticata’ viene suscitato l’emergere delle emozioni negate.
Può succedere allora che si venga sorpresi da un pianto, senza capirne il motivo, o di può provare, soprattutto la prima volta, stati di paura relativamente  alla percezione di movimenti vibratori spontanei nelle gambe.
È importante essere accanto a chi sta vivendo questi vissuti, offrendo presenza e sostegno, in modo che l’emozione affiorante non venga repressa ma trovi la possibilità di espressione fino a che la carica energetica che la sottende non sia esaurita.
Se si lascia la possibilità di espressione, infatti, a poco a poco l’emozione perde la sua esplosività, si ridimensiona, lasciando un senso di leggerezza e la sensazione che in futuro si possa avere maggiore contenimento.
Il lavoro delle classe di esercizi può essere considerato come una grossa operazione di RADICAMENTO NEL PROPRIO CORPO: la nostra prima e primordiale realtà è il nostro corpo fisico ed attraverso esso abbiamo la percezione e l’esperienza del mondo che ci circonda.
Ridare consapevolezza al movimento, cogliere le difficoltà nell’eseguirlo, porre attenzione all’emozione sottostante, sono le modalità per essere maggiormente in contatto con le proprie reazioni, man mano che si lavora e che ci radichiamo:
-nei piedi
-nel respiro
-nella voce
-nel distretto corporeo di volta in volta richiamato
-nel movimento espressivo
Attraverso gli esercizi, ci si propone di arrivare a:
-all’identificazione dei confini corporei
-alla percezione di distretti corporei ‘dimenticati’
-al rilassamento delle tensioni muscolari
-all’espressione di stati emotivi assertivi o aggressivi
-al contenimento di emozioni intense
La respirazione più approfondita, l’esecuzione lenta degli esercizi e l’attenzione cosciente ad essi permettono a poco a poco di essere più in contatto emotivo con ciò che si sta ‘sentendo’.
Anche il massaggio e gli esercizi sul contatto favoriscono una  maggiore identificazione dei confini del proprio corpo ed una maggiore percezione delle zone “negate”, riconoscendosi in esse, accettandole, per poter sciogliere la tensione e poter lasciarsi andare, con la piacevole sensazione di essere compreso e sostenuto.
Gli esercizi espressivi sono invece movimenti energici, determinati, veloci, intensi, eseguiti insieme all’espressione verbale per affermare un “io”, “no”, “via”, “vattene”, “basta”.
L’aumento del tono della voce è un punto molto importante nel lavoro bioenergetico perché rappresenta la difficoltà di una respirazione profonda, la presenza di grosse tensioni nella zona gola-collo-mascella e l’incapacità emotiva di ‘alzare la vocÈ, fedele ai messaggi educativi e culturali ricevuti.
L’allenamento agli esercizi espressivi consente una sempre maggior scarica energetica di sentimenti forti, quali la rabbia e la ribellione, che trovano in questa sede un ambiente protetto, senza la possibilità di incorrere negli effetti distruttivi e nelle ritorsioni giustamente temute nelle situazioni di realtà.
A livello energetico, gli esercizi si alternano in un susseguirsi armonico di carica, scarica, rilassamento che, in sintesi, permettono di contattare il blocco energetico-muscolare, intervenire sulle tensioni e, almeno temporaneamente, allentarle.
La sensazione generalmente riferita dopo una ora e mezza di lavoro corporeo è di leggerezza, di libertà, una sorta di rilassamento e di carica energetica nello stesso tempo, di maggiore vitalità e benessere.
Nella classe di esercizi e nella psicoterapia (v. fig. 3) si tende ad attivare un processo di integrazione che parte da un lavoro sul corpo (identità corporea) che unito alla consapevolezza (identità razionale), determinano un innalzarsi della carica energetica e quindi un’attivazione generale del sistema dell’io che influenza anche la sfera emotiva (identità emotiva) e spinge alla ricerca di una nuova, più integrata, soluzione.
Le tensioni muscolari croniche, liberate attraverso la scarica e il rilassamento, determinano dunque l’innalzamento della carica energetica, in parte dovuta anche all’energia non più trattenuta utilizzata per colmare i buchi di identità.

(tratto da “La classe di esercizi di bioenergetica”, dott.ssa Borrello Maria Rita, apparso sulla rivista “Psicologia e scienze umane”, anno 1, n.1, aprile 1997)

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Cos’è l’analisi Bionergetica

LUCA BIAVATIInsegnante
Cenni di biografia professionale:
Luca Biavati è Psicologo-Psicoterapeuta, ha esperienze educative e di formazione nell’ area handicap e nella tossicodipendenza.
Ha una formazione umanistica (Psicoterapia Rogersiana) e corporea (Psicoterapia Bionergetica).
Svolge attività privata dal 1994 prevalentemente con adolescenti e adulti, è conduttore di gruppo e di classi di esercizi di bionergetica.

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